L'emozionante esperienza di Caterina

allattamento prematuri

Pubblichiamo la storia di una mamma che ha scelto di condividere con noi le sue emozioni di allattamento del suo piccolo

Riceviamo e pubblichiamo molto volentieri le parole di Caterina, madre di un bimbo prematuro di 27 settimane, di 920 gr e che dopo 65 gg di T.I.N. a Rimini è finalmente a casa. Spazio alle parole di Caterina che pubblichiamo senza alcuna modifica.

La prima volta che ho visto il corpicino di mio figlio così piccino sono stata invasa dal desiderio di proteggerlo.
Come potevo fare? Non conoscevo direttamente il mondo e le criticità delle nascite premature, ho vissuto la gravidanza in maniera spensierata, continuando la vita di sempre, senza documentarmi troppo sull’attesa e sulla nascita e pensando di partorire, al termine dei 9 mesi, un bambolottino cicciotto tutto da spupazzare.

Contrariamente ai nostri sogni, io e il mio fidanzato ci trovavamo improvvisamente in preda a sensazioni devastanti e per me quella più intensa era la volontà di poterlo alimentare con il mio latte.
Ma nostro figlio, nato di 27 settimane, non era abbastanza forte e maturo da potersi nutrire direttamente al seno.

Ci sono voluti quasi 4 mesi per riuscire ad avere un allattamento completo.
Tirare il latte ogni 3-4 ore a fianco la sua incubatrice e guardarlo mi faceva sentire utile ed ancora più vicina a lui.
Imitavo la frequenza delle sue poppate. Tiravo tiravo tiravo.
Congelavo congelavo congelavo.

Nei primi dieci giorni più tiravo, più il mio utero danneggiato dal taglio cesareo si contraeva. Un dolore atroce.
A volte piangevo, altre mi addormentavo con il tiralatte attaccato a fianco l’incubatrice. Una notte mi svegliò la voce di un’infermiera che dolcemente mi suggeriva di ritornare a letto. Non avevo ancora la lucidità per capire che per mio figlio era meglio avere una mamma riposata, di una mamma priva di energie ma con il freezer pieno di latte.

Un’altra notte mi cadde a terra il barattolo colmo di tutta la mia fatica. Volevo sparire.
Di tutto pensavo: ‘non ho abbastanza latte’ ‘mi andrà via’ ‘perché il mio è’ così giallo?’
Alla mia immagine specchiata e stravolta dicevo di tutto, da ‘sono una mucca da latte’ a ‘sono un cadavere’.
Ma la forza di persistere e non abbandonare questo grande progetto di vita me l’hanno data i sui 920 grammi quando, un giorno durante la terapia canguro, hanno cercato con immensa fatica il mio seno e provato a poppare.

Nutrirlo con il mio latte attraverso il gavage era il regalo più grande che potevo fare a lui. Ed il regalo più grande che potevo fare a me stessa.

Ora guardando mio figlio posso dire a tutte le mamme speciali di bimbi prematuri che tutti i sacrifici portano a risultati inaspettati. Quando il loro guerriero avrà acquisito le energie per poppare e loro saranno piene di latte, si sentiranno attraversate da tutte le più belle emozioni del mondo.

E li capiranno che sono state davvero fortunate.
E non diranno più ‘perché proprio a me’ ma penseranno ‘grazie per avere scelto me’. >

Caterina mamma e Massimo papà di Filippo nato a Rimini il 16.01.16 di 27 settimane. 65 gg di T.I.N.

Ps. Utilizzando il Tiralatte con metodo, il mio latte ha risposto. In caso contrario, una mamma non è’ assolutamente meno utile per il proprio guerriero e nemmeno meno mamma. Anzi, credo che abbia ancora più coraggio e forza. 🙂

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2 thoughts on “L’emozionante esperienza di Caterina”

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