Cosa Facciamo

Attività di sostegno al reparto di Terapia Intensiva Neonatale

  • Acquisto e donazione all’U.O. di strumentazione necessaria al contenimento dello stress e della riduzione del dolore (nell’ottica NIDCAP). Per esempio sono già stati acquistati, oltre a scaldabiberon, apparecchi aerosol e creme, n. 2 bilirubinometri transcutanei, che sono uno strumento alternativo al prelievo di sangue per la misurazione dell’ittero. Un rilevatore transcutaneo non invasivo permette di limitare il dolore provocato al bambino, ma anche di limitare notevolmente il rischio di infezioni, di ematomi e rottura di vene. È uno strumento che evita il prelievo di sangue a creature già estremamente fragili e agevola notevolmente il lavoro dei medici e di infermieri.
  • Necessità generiche del reparto TIN non altrimenti finanziate (abbigliamento per neonati, ciucci idonei all’uso di Cpap, biancheria per le incubatrici, creme lenitive per la pelle, ecc…).
  • Accreditamento professionale della Unità Operativa (certificazione NIDCAP di Reparto). Questo tipo di certificazione prevede il raggiungimento di punteggi elevati in ambiti assistenziali che riguardano il neonato, la famiglia, la struttura ospedaliera ed i professionisti. Il raggiungimento di questi punteggi elevati si ottiene attraverso un percorso di miglioramento al quale parteciperanno in maniera congiunta e collaborativa genitori dell’Associazione e personale del reparto.
  • Istituzione di un centro formativo NIDCAP attraverso il raggiungimento del titolo di “NIDCAP Trainer” per uno dei “NIDCAP Professionals” già accreditati. L’associazione intende sostenere i suddetti percorsi di formazione e certificazione contribuendo a far fronte ai costi previsti dalla Federazione Internazionale NIDCAP.
  • Finanziamento del lavoro di uno psicologo dedicato all’attività di follow-up attraverso colloqui clinici e test standardizzati psicomotori fino al secondo anno di età dei bambini dimessi dal Reparto. Attraverso questi controlli è possibile individuare precocemente alterazioni dello sviluppo, per cui i bambini possono essere inviati precocemente a trattamenti riabilitativi volti a migliorare lo sviluppo a distanza. L’attività dello psicologo riguarderà anche l’osservazione dello stato emotivo dei genitori e della loro relazione con il bambino
  • Incentivare lo studio e la ricerca scientifica. L’Associazione intende offrire il proprio sostegno ad Operatori Socio-Sanitari e Dottorandi che presentino disegni di ricerca innovativi nel campo dell’assistenza al nato pretermine o con patologia critica.

Attività rivolte direttamente alle famiglie

  • Individuazione di alloggi per genitori non residenti a Rimini. Capita spesso che le famiglie con bambini ricoverati in T.I.N. non siano residenti nel Comune. Per alcune di esse risulta estremamente gravoso il pagamento di un alloggio, spesso in albergo, per tempi piuttosto lunghi (in media dai due ai quattro mesi).
  • Attività di accoglienza per i fratelli/sorelle di bambini ricoverati all’interno dell’ospedale.
  • Corsi di formazione specifica per i genitori soci dell’Associazione dedicati a fornire supporto morale: i corsi riguarderanno tematiche relative alla comunicazione o a particolari aspetti psicologici.