La visione che unisce il nostro agire contempla una Terapia Intensiva Neonatale che opera con altissima attenzione e cura del neonato in un ambiente attento al contenimento dello stress, alla riduzione del dolore e alla promozione della relazione genitore-bambino, quali strumenti per migliorare lo sviluppo psico-motorio del neonato stesso, sia nel breve che nel lungo periodo.
Tale modus operandi rappresenta una delle frontiere dello sviluppo della attuale neonatologia e viene applicato attraverso il metodo NIDCAP. Il Reparto di Terapia Intensiva Neonatale di Rimini, centro di eccellenza a livello nazionale, è uno dei due Nidcap Training Centre del nostro paese.
Dal punto di vista della umanizzazione delle cure, la TIN di Rimini è un reparto aperto con possibilità di ingresso 24 ore su 24 per le famiglie, che possono praticare giornalmente, tra le altre cose, la marsupioterapia ed in cui è presente una psicologa che può seguire le famiglie dalla degenza in Ostetricia a quella in TIN.
Il Reparto assiste uno dei 4 punti nascita regionali con più di 3000 nati all’anno, ricovera più di 800 neonati/anni di cui 50-60 di peso inferiore al chilo e mezzo con una sopravvivenza senza esiti al di sopra dei valori medi nazionali ed internazionali; inoltre, assiste un bacino che fuoriesce dai confini territoriali: i primi dati del 2023 evidenziano che più del 60% dei bambini ricoverati non è residente nella provincia di Rimini (con una fortissima presenza di pazienti delle Marche).
Gli spazi a disposizione della TIN di Rimini rispondono a precisi criteri architettonici, tecnologici ed assistenziali. Il reparto è dotato di 9 posti letto intensivi, corredati da attrezzature all’avanguardia, per fornire tutte le cure necessarie, dalla ventilazione meccanica, alla nutrizione parenterale, al monitoraggio invasivo e non invasivo di tutte le funzioni vitali. Tutte le postazioni sono dotate di incubatrici ibride che permettono di evitare gli spostamenti del neonato da una postazione all’altra e che a seconda delle esigenze, si trasformano da lettino rianimatorio, a incubatrice da trasporto, termoculla, lettino chirurgico, riducendo significativamente la mortalità e morbilità nei pazienti più piccoli e fragili.
Queste speciali incubatrici sono state dotate anche di un particolare software, denominato developmental care, cioè cura dello sviluppo, che permette di riprodurre, all’interno della incubatrice stessa la voce della mamma, come se fosse nel suo utero, di regolare la intensità e le gradazioni di colore della luce, di misurare e controllare il livello di rumore al suo interno. Un’altra caratteristica delle postazioni di Tin è la possibilità di monitorare in continuo, oltre al battito cardiaco, al respiro, all’ossigenazione, alla temperatura ed alla pressione sanguigna, anche la funzionalità e lo sviluppo cerebrale, in modo da cogliere precocemente eventuali alterazioni e mettere così in atto terapie farmacologiche o riabilitative.
Il reparto è inoltre dotato di due stanze che possono accogliere fino 9 neonati bisognosi di cure semi-intensive e una stanza che può accogliere fino a 8 neonati bisognosi di cure non intensive. Una delle stanze intensive è stata inoltre attrezzata per potere eseguire al suo interno interventi chirurgici in TIN, evitando così di trasferire il neonato critico in sala operatoria.
Vi sono poi 28 culle di accoglienza del neonato anche nel reparto di ostetricia e ginecologia, nell’ambito di un modello assistenziale definito rooming-in che non separa mai mamma e neonato dopo il parto in ospedale.
Ma la moderna neonatologia sta scoprendo che la tecnologia non può raggiungere i massimi risultati senza la relazione amorevole tra il neonato e la sua famiglia. Il nuovo reparto infatti è stato pensato come un luogo di cura aperto 24 ore su 24 in cui i genitori svolgono un ruolo fondamentale durante tutto il difficile percorso di sopravvivenza e di crescita. Adiacenti al reparto ci sono, ad esempio, ambienti a disposizione delle mamme, con camere dove dormire la notte e spazi diurni ricreativi in cui riposare, mangiare o rilassarsi insieme agli altri membri della famiglia. Un ambiente prezioso all’interno del reparto è la “family room”, uno spazio riservato ai genitori di neonati ricoverati per diversi mesi.

















